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	<title>Diletta Moretti &#8211; Dott.ssa Psicologa Diletta Moretti</title>
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	<description>Psicologa - Psicoterapeuta a San Giovanni, Roma</description>
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	<title>Diletta Moretti &#8211; Dott.ssa Psicologa Diletta Moretti</title>
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		<title>Come si &#8220;disinstalla&#8221; l&#8217;ansia?</title>
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				<pubDate>Fri, 19 May 2023 10:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Moretti]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[L&#8217;ansia e/o l&#8217; attacco di panico sono sintomo di un qualche malessere nella vita di chi li sperimenta, e possono essere accompagnati da manifestazioni somatoformi quali ad esempio tremori, tachicardia, dolore addominale, capogiri, sudorazione eccessiva, nausea. Molte persone riferiscono di provare una forte sensazione di pericolo e di paura, con conseguente messa in atto di [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-7099" src="https://www.dilettamoretti.it/wp-content/uploads/2023/05/Ansia-298x300.jpg" alt="" width="298" height="300" srcset="https://www.dilettamoretti.it/wp-content/uploads/2023/05/Ansia-298x300.jpg 298w, https://www.dilettamoretti.it/wp-content/uploads/2023/05/Ansia-150x150.jpg 150w, https://www.dilettamoretti.it/wp-content/uploads/2023/05/Ansia.jpg 568w" sizes="(max-width: 298px) 100vw, 298px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>ansia </strong>e/o l&#8217; <strong>attacco di panico </strong>sono sintomo di un qualche <strong>malessere</strong> nella vita di chi li sperimenta, e possono essere accompagnati da manifestazioni somatoformi quali ad esempio <strong>tremori, tachicardia, dolore addominale, capogiri, sudorazione eccessiva, nausea</strong>.</p>
<p>Molte persone riferiscono di provare una <strong>forte sensazione di pericolo e di paura</strong>, con conseguente messa in atto di <strong>comportamenti di evitamento</strong> al fine di tenersi lontano da  situazioni ansiogene.</p>
<p>Ma<strong> da dove nasce l&#8217;ansia?</strong></p>
<p><strong>Che significato ha?</strong></p>
<p>Sono queste le domande fondamentali da porsi e da cui partire per affrontarla e superarla.</p>
<p><strong>L&#8217;ansia</strong> è da considerarsi come un <strong>campanello d&#8217;allarme</strong> e come tale va ascoltato per comprenderne il significato. Cosa ci sta dicendo?</p>
<p>Per ognuno ha significati differenti e per questo motivo non esistono soluzioni univoche e uguali per tutti.<strong> L&#8217;ansia non si può &#8220;disinnescare&#8221; se prima non la si attraversa e la si comprende nell&#8217;ambito del proprio personale vissuto.</strong></p>
<p>Dare significato alla propria ansia vuol dire <strong>ri-scoprire se stessi</strong> acquisendo <strong>nuove consapevolezze</strong> che renderanno possibile trasformare ciò che non è più utile e funzionale in quel dato momento della propria vita.</p>
<p>È necessario che qualcosa si trasformi affinché la sintomatologia ansiosa possa affievolirsi fino a scomparire. È un <strong>cambiamento che </strong><span style="font-family: inherit;font-size: inherit;font-style: inherit;font-weight: inherit"><strong>richiede del tempo</strong>, non quantificabile a priori.</span></p>
<p>Talvolta, quando la sintomatologia psicofisica è particolarmente significativa e invalidante, può esser necessario un temporaneo supporto farmacologico (previa prescrizione di uno psichiatra) parallelamente ad un percorso di psicoterapia.</p>
<p>Non lasciamo che l&#8217;ansia ci intrappoli e blocchi la nostra vita. Intraprendere un percorso psicoterapico fornirà l&#8217;aiuto ed il supporto necessari ad affrontarla.</p>
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		<title>Il &#8220;Mare Fuori&#8221; e il disagio dentro</title>
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				<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 08:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Moretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Da sempre Cinema e Psicologia intrattengono uno stretto rapporto, tanto che la psicoanalisi viene considerata come un buono strumento di analisi critica del cinema. La serie tv italiana &#8220;Mare Fuori&#8220;, che affronta le vicende di adolescenti reclusi presso un Istituto penitenziario minorile  (IPM) di Napoli, offre a mio avviso interessanti spunti di riflessione sul disagio [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-7091" src="https://www.dilettamoretti.it/wp-content/uploads/2023/03/onda-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" srcset="https://www.dilettamoretti.it/wp-content/uploads/2023/03/onda-300x158.jpg 300w, https://www.dilettamoretti.it/wp-content/uploads/2023/03/onda.jpg 310w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Da sempre<strong> Cinema e Psicologia</strong> intrattengono uno stretto rapporto, tanto che la psicoanalisi viene considerata come un buono<em> strumento di analisi critica del cinema</em>.</p>
<p>La serie tv italiana &#8220;<strong>Mare Fuori</strong>&#8220;, che affronta le vicende di <strong>adolescenti</strong> reclusi presso un Istituto penitenziario minorile  (IPM) di Napoli, offre a mio avviso interessanti spunti di riflessione sul disagio giovanile.</p>
<p>All&#8217;interno dell&#8217;Istituto vi sono ragazzi che, nonostante le molteplici diversità, sono accumunati da vissuti di <strong>solitudine,</strong> <strong>perdita e </strong><strong>mancanze,</strong> e nei casi più gravi esposti costantemente a varie forme di violenza . Ognuno di loro porta una<strong> ferita</strong> che nel tempo ha prodotto un <strong>profondo disagio</strong>, seppur taluni abbiano bisogno di tempo per diventarne consapevoli.</p>
<p>E cosa permetterà loro di acquisire maggiore coscienza di se stessi?</p>
<p>La presenza di qualcuno pronto ad esserci nonostante tutto. Qualcuno pronto ad ascoltare e a fornire supporto, ad <strong>essere accogliente e mai giudicante</strong> instaurando <strong>legami profondi e trasformativi</strong>.</p>
<p>Sono ragazzi venuti al mondo da genitori che non li hanno pensati o voluti, o nati all&#8217;interno di famiglie violente dove non c&#8217;è spazio per il <strong>dialogo</strong> e il confronto e nelle quali l&#8217;agito e l&#8217;aggressività sono le uniche forme di comunicazione sperimentate.  In molti di loro c&#8217;è un forte <strong>bisogno di appartenenza</strong> che li conduce a fare delle scelte sbagliate e talvolta pericolose.</p>
<p>I reclusi dell&#8217;Istituto sono adolescenti attraversati da un turbinio di <strong>forti emozioni</strong> a cui non sanno dare  voce, finendo per mettere in atto comportamenti impulsivi e dannosi per l&#8217;altro e per se stessi. Mancano <strong>capacità riflessiva</strong> ed <strong>empatia</strong> a guidare il pensiero e le azioni.</p>
<p>L&#8217;ingresso di questi ragazzi presso l&#8217;IPM, si trasformerà per molti di loro in una grande opportunità, ovvero quella di iniziare un<strong> percorso </strong> che li aiuterà a trovare il proprio <strong>posto nel mondo.</strong> Ecco che la reclusione non assume più le forme di un atto punitivo bensì &#8220;correttivo&#8221;, offrendosi come una <strong>&#8220;ripossibilizzazione dell&#8217;esistenza</strong>&#8220;.</p>
<p>Merleau- Ponty sosteneva che l&#8217;essere umano scopre se stesso nella propria <strong>soggettività</strong> attraverso la relazione con l&#8217;Altro.</p>
<p>L&#8217;interazione costante con Altri significativi fornisce, soprattutto all&#8217;interno di un contesto gruppale, maggiori risorse attraverso lo sviluppo di meccanismi di<strong> solidarietà, ascolto, presenza empatica e coinvolgimento.</strong></p>
<p>Non importa se vivono in un Istituto o liberamente tra le mura domestiche con la propria famiglia, a prescindere dal contesto in cui si trovano capita sempre più frequentemente che giovani  adolescenti vivano un profondo disagio, del quale spesso si vergognano poiché li fa sentire<strong> diversi</strong> dagli altri. Questo li porta talvolta a <strong>chiudersi in se stessi e al mondo</strong>,  accrescendo sempre più quel vissuto di malessere, scarsa autostima e solitudine.</p>
<p>É  importante darsi la possibilità di aprirsi a qualcuno con il quale potersi confrontare o al quale <strong>chiedere aiuto,</strong> al fine di poter uscire dalle proprie &#8220;prigioni&#8221;.</p>
<p><strong>Condividere</strong> la propria storia, le sensazioni e le emozioni che ci attraversano è fondamentale per sentirsi meno soli nel dolore e supportati.</p>
<p>Nuotare nelle acque profonde del proprio &#8220;mare&#8221; non è facile, laddove per <em><strong>mare </strong></em>ci riferiamo simbolicamente all&#8217; <strong>inconscio</strong> e a ciò che contiene. L&#8217; <em><strong>acqua</strong> è </em>da sempre legata ai temi della <strong>nascita</strong>, e della<strong> rinascita come percorso di trasformazione interiore</strong> che ognuno può compiere per la piena affermazione del proprio Sé, per l&#8217; <strong>autorealizzazione</strong> e il raggiungimento di un<strong> benessere interiore.</strong></p>
<p>La <strong>psicoterapia</strong> fornisce all&#8217;individuo il supporto e gli &#8220;strumenti&#8221; necessari affinché questo percorso di crescita e trasformazione possa avvenire, attraverso la <strong>riscoperta di risorse individuali</strong> e di una <strong>maggiore consapevolezza.</strong></p>
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		<title>Depressione. Un cortometraggio per sensibilizzare e comprendere.</title>
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				<pubDate>Sat, 28 Jan 2023 19:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Moretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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				<description><![CDATA[Il cortometraggio sopra riportato (fruibile sul canale YouTube) illustra in maniera concisa quali forme e colori può assumere la depressione. Per depressione si intende uno stato di alterazione del tono dell&#8217;umore caratterizzato da profonda tristezza, sentimenti di autosvalutazione e colpa, perdita di interesse o piacere, faticabilità o mancanza di energie. Può essere accompagnato da insonnia e/o modificazione [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>cortometraggio</strong> sopra riportato (fruibile sul canale YouTube) illustra in maniera concisa quali forme e colori può assumere la depressione.</p>
<p style="text-align: left">Per <strong>depressione</strong> si intende uno stato di <strong>alterazione del tono dell&#8217;umore</strong> caratterizzato da profonda tristezza, sentimenti di autosvalutazione e colpa, perdita di interesse o piacere, faticabilità o mancanza di energie.</p>
<p style="text-align: left">Può essere accompagnato da <strong>insonnia </strong>e/o <strong>modificazione dell&#8217;appetito </strong>con conseguente aumento o perdita di peso.</p>
<p style="text-align: left">Si tratta di una <strong>condizione psichica</strong> da non sottovalutare poiché può compromettere varie sfere della vita della persona: affettiva, sociale, lavorativa, divenendo così un <strong>disagio invalidante e pervasivo.</strong></p>
<p style="text-align: left">Spesso le persone che vivono tale disagio  provano <strong>vergogna</strong>, vissuti di<strong> impotenza</strong>, tendono ad isolarsi e a procrastinare  la <strong>richiesta di aiuto</strong>.</p>
<p style="text-align: left">Talvolta si conosce la causa di tale disagio, che può sorgere a seguito di<strong> eventi di natura traumatica</strong> quali lutti, separazioni o significative  malattie organiche. Altre volte invece si manifesta senza una causa apparente.</p>
<p style="text-align: left">Secondo l&#8217;<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> la depressione è il risultato di una &#8220;<em>complessa interazione di fattori sociali, psicologici e biologici&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: left">Non si tratta delle consuete e frequenti risposte emotive di breve durata che ciascuno può manifestare di fronte alle sfide quotidiane della vita bensì di un <strong>tono dell&#8217;umore deflesso</strong> di durata e intensità maggiori, che rende difficile concentrarsi, lavorare o studiare, intrattenere relazioni e avere cura di se stessi.</p>
<p style="text-align: left">Chiedere <strong>aiuto</strong> è il primo passo verso la cura di sé. Rivolgersi ad uno specialista è importante e necessario per valutare il percorso e l&#8217;intervento da intraprendere.</p>
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		<title>La Psicoterapia Gruppoanalitica</title>
		<link>https://www.dilettamoretti.it/2023/01/21/la-psicoterapia-gruppoanalitica/</link>
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				<pubDate>Sat, 21 Jan 2023 15:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Moretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Brevi cenni. La Gruppoanalisi è un metodo psicoterapeutico ad orientamento psicodinamico derivato dal lavoro clinico di S.H. Foulkes negli anni 40, il quale la definí &#8220; una forma di psicoterapia praticata attraverso il gruppo, nei confronti del gruppo, ivi incluso il suo conduttore&#8221;. La psicoterapia ad orientamento Gruppoanalitico volge lo sguardo all&#8217;individuo in funzione del [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Brevi cenni.</p>
<p>La <strong>Gruppoanalisi</strong> è un metodo psicoterapeutico ad <strong>orientamento psicodinamico</strong> derivato dal lavoro clinico di S.H. Foulkes negli anni 40, il quale la definí &#8220;<em> una forma di psicoterapia praticata attraverso il gruppo, nei confronti del gruppo, ivi incluso il suo conduttore&#8221;.</em></p>
<p>La psicoterapia ad orientamento Gruppoanalitico <strong>volge lo sguardo all&#8217;individuo in funzione del contesto</strong> di cui fa parte poiché considerato come un &#8220;punto nodale&#8221; all&#8217;interno di una <em>rete</em> sociale-culturale-familiare. Soggiacente alla rete vi è la <em>matrice</em> da cui la rete promana, laddove per matrice Foulkes intendeva un insieme di relazioni e rapporti che si instaurano a partire dagli scambi interpersonali dei singoli individui all&#8217;interno di un gruppo/famiglia.</p>
<p>Pensare in questi termini porta  a riconsiderare l&#8217;idea di sintomo o disturbo quale espressione di un <strong>malessere che nasce all&#8217;interno del contesto di appartenenza dell&#8217;individuo</strong> e dal quale, dunque, non può essere considerato separatamente.</p>
<p>La Gruppoanalisi costituisce un modello di riferimento  non solo per il lavoro con i gruppi ma anche per l&#8217;analisi individuale poiché conduce all&#8217;esplorazione delle<strong> &#8220;gruppalità interne&#8221;</strong>, definite da Diego Napolitani come l&#8217;ambiente internalizzato di ciascun individuo attraverso processi identificatori, ovvero l&#8217;insieme delle relazioni all&#8217;interno delle quali è immerso e con le quali interagisce.</p>
<p>La psicoterapia gruppoanalitica si configura dunque come una pratica clinica che si focalizza sulla <strong>natura collettiva della mente</strong> come <strong>fondamento dell&#8217;identità individuale.</strong> Il lavoro con il paziente consiste nel condurlo e sostenerlo in un <strong>percorso di riattraversamento</strong> &#8220;critico&#8221; delle proprie matrici esplorando i significati e la complessità dell&#8217;esperienza vissuta nel <strong>qui ed ora</strong> della relazione terapeutica.</p>
<p>Si tratta di un <strong>percorso terapeutico in continuo divenire</strong>, un percorso di <strong>crescita</strong>,<strong> trasformazione</strong> e riscoperta di se stessi e delle proprie risorse.</p>
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		<title>Il  Primo Colloquio: cosa aspettarsi?</title>
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				<pubDate>Wed, 03 Jul 2019 19:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Moretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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				<description><![CDATA[Accade di frequente che le persone arrivino al primo colloquio con uno psicologo/psicoterapeuta sentendosi &#8220;impreparate&#8221; e smarrite. Nulla di strano. E&#8217; piuttosto lecito nutrire timori e perplessità rispetto al primo incontro, soprattutto se ritratta di un&#8217;esperienza del tutto nuova. Stati di agitazione, ansia o imbarazzo spesso accompagnano gli attimi o i giorni che precedono il colloquio e, non di meno, il [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left"><img class="alignnone size-medium wp-image-6718" src="https://www.dilettamoretti.it/wp-content/uploads/2019/04/foto3-300x253.jpg" alt="Psicologa San Giovanni Roma" width="300" height="253" srcset="https://www.dilettamoretti.it/wp-content/uploads/2019/04/foto3-300x253.jpg 300w, https://www.dilettamoretti.it/wp-content/uploads/2019/04/foto3-768x647.jpg 768w, https://www.dilettamoretti.it/wp-content/uploads/2019/04/foto3.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Accade di frequente che le persone arrivino al <em><strong>primo colloquio </strong></em><em>con uno <strong>psicologo/psicoterapeuta </strong></em>sentendosi &#8220;impreparate&#8221; e <strong>smarrite</strong><em><strong>.</strong></em></p>
<p>Nulla di strano. E&#8217; piuttosto lecito nutrire <strong><em>timori e perplessità</em></strong> rispetto al primo incontro, soprattutto se ritratta di un&#8217;esperienza del tutto nuova.</p>
<p>Stati di<strong><em> agitazione, ansia o imbarazzo </em></strong>spesso accompagnano gli attimi o i giorni che precedono il colloquio e, non di meno, il <strong><em>primo contatto</em></strong> (telefonico o via mail) per richiedere l&#8217;appuntamento.</p>
<p>Tanti <strong><em>dubbi </em></strong>possono affollare la mente, è più che normale. <strong><em>Chiedere aiuto</em></strong> ad uno psicologo è certamente una decisione ardua, che richiede <em><strong>coraggio</strong></em> e una <strong><em>forte motivazione</em></strong>.</p>
<p>Dubbi e timori possono esser condivisi, in sede di colloquio, con lo psicologo/psicoterapeuta, il quale sarà disponibile ad <em><strong>accoglierli e ad ascoltarli</strong></em> affinché possa <strong><em>aiutare</em></strong> la persona che ha di fronte a <em><strong>sentirsi a proprio agio.</strong></em></p>
<h1><em>Come si svolge il primo incontro?</em></h1>
<p>E&#8217; opportuno sottolineare che non c&#8217;è uno schema prefissato da seguire. Ogni persona che incontriamo ha la sua <strong><em>personale storia e vissuto</em></strong> da raccontare, con i <em><strong>propri tempi e modalità</strong></em>. Per tale ragione, ogni colloquio sarà differente poiché &#8220;modulato&#8221; sulla base delle esigenze di ogni singolo  individuo o coppia/famiglia,in modo  tale da poter <em><strong>facilitare la comunicazione.</strong></em></p>
<p>Il primo colloquio ha come principale <em><strong>obiettivo</strong></em> quello di comprendere il <em><strong>motivo della richiesta di aiuto</strong></em> in quello specifico momento di vita.</p>
<p>Spesso i pazienti si domandano:</p>
<p><em>&#8220;Ma come funziona di preciso? Da dove devo iniziare? Cosa </em><i>devo dire? Devo aspettare che lo psicologo mi faccia delle domande?&#8221;</i></p>
<p>Essendo il primo incontro, anche lo <em><strong>psicoterapeuta</strong></em> si presenterà fornendo qualche informazione circa il proprio <em><strong>orientamento terapeutico</strong></em>.</p>
<p>Non c&#8217;è un &#8220;argomento&#8221; da cui partire. Il <em><strong>paziente</strong></em> deve sentirsi assolutamente <em><strong>libero di poter dire ciò che sente</strong></em> in quel momento; sarà poi lo psicologo a fare qualche domanda per approfondire alcuni aspetti che ritiene utili ai fini di una <em><strong>maggiore comprensione</strong></em> del problema.</p>
<p>Il primo colloquio, dunque, è di tipo <em><strong>conoscitivo, </strong></em>ciò significa che mira ad avere una prima, seppur marginale, <strong><em>conoscenza della problematica o situazione</em> </strong>che ha condotto la <em><strong>persona, la coppia o famiglia</strong></em>,  a chiedere aiuto.</p>
<p>Lo psicologo/psicoterapeuta avrà bisogno di effettuare un&#8217;<em><strong>anamnesi</strong></em> del paziente, ovvero una raccolta di informazioni circa la <em><strong>storia familiare</strong></em> (attuale e passata), la <em><strong>situazione lavorativa e/o scolastica</strong></em>, nonché informazioni circa eventuali e rilevanti  condizioni/patologie mediche.</p>
<p>Un colloquio soltanto potrebbe non essere sufficiente. Per tale ragione, al paziente potrebbero essere proposti altri incontri al fine <strong><em>valutare se e quale percorso intraprendere</em> </strong>in seguito.</p>
<p>Nel corso del colloquio, sarà inoltre <em><strong>premura dello psicologo</strong></em> fornire informazioni circa la frequenza e la durata delle sedute, l&#8217;onorario e le possibili modalità di pagamento.</p>
<p>Dovrà altresì consegnare il modulo per il <em><strong>consenso informato al trattamento sanitario </strong></em>e al <strong><em>trattamento dei dati personali, </em></strong>che dovrà esser letto, firmato dal paziente e riconsegnato al terapeuta.</p>
<p>Il <em><strong>primo incontro </strong></em>è certamente delicato, poiché porta con se una scia di <strong><em>dubbi, timori ed aspettative rispetto a Sè stessi e all&#8217;Altro</em></strong> che ci troviamo di fronte.</p>
<p>E&#8217; un momento importante, dal cui andamento ed esito dipenderà l&#8217;inizio, o meno, di un <em><strong>percorso psicoterapeutico</strong></em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right"><i>                  &#8221; Sembra sempre impossibile fino a quando non viene fatto&#8221;. </i></p>
<p style="text-align: right">            (Nelson Mandela)</p>
<p>&nbsp;</p>
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