• 19 Maggio 2023

Come si “disinstalla” l’ansia?

Come si “disinstalla” l’ansia?

Come si “disinstalla” l’ansia? 150 150 Diletta Moretti

L’ansia e/o l’ attacco di panico sono sintomo di un qualche malessere nella vita di chi li sperimenta, e possono essere accompagnati da manifestazioni somatoformi quali ad esempio tremori, tachicardia, dolore addominale, capogiri, sudorazione eccessiva, nausea.

Molte persone riferiscono di provare una forte sensazione di pericolo e di paura, con conseguente messa in atto di comportamenti di evitamento al fine di tenersi lontano da  situazioni ansiogene.

Ma da dove nasce l’ansia?

Che significato ha?

Sono queste le domande fondamentali da porsi e da cui partire per affrontarla e superarla.

L’ansia è da considerarsi come un campanello d’allarme e come tale va ascoltato per comprenderne il significato. Cosa ci sta dicendo?

Per ognuno ha significati differenti e per questo motivo non esistono soluzioni univoche e uguali per tutti. L’ansia non si può “disinnescare” se prima non la si attraversa e la si comprende nell’ambito del proprio personale vissuto.

Dare significato alla propria ansia vuol dire ri-scoprire se stessi acquisendo nuove consapevolezze che renderanno possibile trasformare ciò che non è più utile e funzionale in quel dato momento della propria vita.

È necessario che qualcosa si trasformi affinché la sintomatologia ansiosa possa affievolirsi fino a scomparire. È un cambiamento che richiede del tempo, non quantificabile a priori.

Talvolta, quando la sintomatologia psicofisica è particolarmente significativa e invalidante, può esser necessario un temporaneo supporto farmacologico (previa prescrizione di uno psichiatra) parallelamente ad un percorso di psicoterapia.

Non lasciamo che l’ansia ci intrappoli e blocchi la nostra vita. Intraprendere un percorso psicoterapico fornirà l’aiuto ed il supporto necessari ad affrontarla.

 

 

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